Nelle sale del Maschio Angioino di Napoli (Castel Nuovo, via Vittorio Emanuele III) si è svolta, dal 4 al 25 ottobre 2025, la mostra di Ciro Palumbo dal titolo Infinito. Visioni dell’altrove.
Realizzata da Dadart, in sinergia con Archeion – Archivio Ciro Palumbo e la collaborazione di Artis Suavitas, col patrocinio del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, della Regione Campania e del Comune di Napoli, la mostra, con la direzione artistica di Daniela Diodato, è stata inaugurata sabato 4 ottobre.
Palumbo rilegge L’Infinito di Giacomo Leopardi dando vita a un progetto innovativo e ambizioso, non solo in termini di ricerca poetica e pittorica, ma anche nella sua articolazione: 30 opere tra tele dipinte ad olio, tecnica mista su tela e sculture, un libro d’artista a tiratura limitata, un’opera video e due appuntamenti di approfondimento. La celebre lirica viene contemplata attraverso i silenzi metafisici dell’artista e catapultata su palcoscenici in cui gli oggetti presenti sono portatori di simbologie oniriche. L’artista, come il poeta, guarda oltre l’orizzonte per indagare l’inafferrabilità del tempo e l’incommensurabilità dello spazio, mostrando la capacità di approfondire le impressioni immaginifiche che provengono dalla memoria.
Napoli è ovviamente città prescelta dato il legame che, in vita e in morte, Leopardi conserva. Non solo perché proprio nella città partenopea il poeta giace sepolto, ma anche perché durante il periodo napoletano, che ha inizio nel 1833, ha scritto alcune delle più importanti opere e la Biblioteca Nazionale custodisce una raccolta di autografi, tra cui il prezioso autografo de L’Infinito, di cruciale importanza letteraria e filologica.
Sono state esposte circa 30 opere tra tele dipinte ad olio, tecnica mista su tela e sculture, e un’installazione-video.
l’opera video
Ideata da Palumbo e Marchitelli e realizzata da Alchemia Pictures, con la regia di Andrea Bifulco, l’opera video, dal titolo L’uomoinfinito, nasce dalla volontà di dare letteralmente vita a un’opera pittorica del ciclo.
L’uomo immerso in mare, e colto nell’atto di raggiungere una meta idealmente posta al di là dell’orizzonte, verso un cielo stellato e sconfinato, è interpretato da Mario Autore; la voce narrante che, simbolicamente ispirata a un coro greco, parla facendosi interprete di una coscienza collettiva, è interpretata da Anna Bocchino.
L’opera video ha arricchito, per impatto visivo e sonoro, il percorso espositivo.
il catalogo
Le opere dell’intero ciclo sono accompagnate dai testi del critico d’arte Luca Cantore D’Amore e dal testo L’uomoinfinito di Anna Marchitelli.