ERRANTI
PELLEGRINI
ERRANTI

Dal 2026-02-05 al 2026-02-18

In cammino con Ulisse, Dante e Francesco


Mostra è organizzata da Archeion-Archivio Ciro Palumbo in collaborazione con TAIT Gallery, con il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana e del Comune di Pisa e i contributi di Davide Rondoni e Riccardo Ferrucci.


"Viandanti . Pellegrini . Erranti" vuole proporsi al pubblico non come una rassegna di opere dell’artista, ma come un viaggio contemplativo, volto al superamento della conoscenza di ciò che è reale, invitando il pubblico ad esplorare l’inconscio e l’intangibile.

Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio alla scoperta della propria interiorità, tre guide d’eccezione: Ulisse, Dante e San Francesco d’Assisi che guideranno lo spettatore nell’analisi di tre diversi aspetti della natura umana. Tramite Dante approfondiremo il viaggio della conoscenza e della mente, con Ulisse il corpo e la ricerca concreta della scoperta del mondo e con San Francesco lo spirito, la ricerca e la scoperta della propria spiritualità.


L’artista racconta un viaggio interiore, come un viandante costruisce le sue visioni, strade e utopie. Si misura con le debolezze umane, evidenziando gli aspetti più controversi della vita umana. Gli spazi vuoti ricordano la lezione di De Chirico e Carrà, le irruzioni fantastiche nell’immaginario hanno la forza dei dipinti di Ligabue, i colori ricordano le cromie di Van Gogh. Le sue figure e le sue isole sono lo spartito ideale su cui comporre un canto della natura e della vita, con la spontaneità del vero poeta. Palumbo nella sua stagione della maturità continua a sperimentare tecniche e forme diverse per descrivere un mondo complesso, ma che tende ad avere un aspetto quasi infantile. I luoghi fuori dal tempo e dalla storia, evocati sulla tela sono in realtà carichi di storia e di memoria: dai disegni di Savinio alle figure di De Chirico, dai volti di Mitoraj ai sogni di Magritte, ma tutto viene come mediato e trasformato dalla sapiente visione del pittore che reinventa la storia dell’arte, i luoghi della visione.


L’approccio di Palumbo, insieme quattrocentesco e contemporaneo, si riflette anche sulle tecniche pittoriche delle opere: non solo tele e colori ad olio, ma tavole in legno e foglia oro. Un approccio che trova nella Chiesa di Santa Maria della Spina la sua perfetta cornice per creare l’atmosfera adatta allo spettatore per superare i propri limiti ed acquisire una nuova consapevolezza sulla propria esistenza.


Per accompagnare la mostra è stato realizzato un libro in tiratura limitata con le poesie di Davide Rondoni. Un dialogo in cui le immagini di Palumbo e i versi di Rondoni si intrecciano, dando vita ad un percorso narrativo unico e sensoriale. I versi di Rondoni diventano così non solo estensione della mostra, ma anche guida che accompagna il visitatore suggerendo nuove interpretazioni e lasciando spazio all’immaginazione. Il libro è stato presentato insieme ai protagonisti venerdì allo stand della Regione Toscana al Salone Internazionale del Libro di Torino.

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