"Il viaggiatore immobile. La contemplazione come strumento di conoscenza" è una mostra personale organizzata dalla Galleria Arte è Kaos di Bologna.
La mostra rappresenta un dialogo tra Palumbo, la pittura di Giorgio Morandi e la città di Bologna.
Le coincidenze non esistono. Nell'arte di Ciro Palumbo tutto è frutto di lunghe riflessioni. Ogni sua nuova produzione scaturisce da una ruminatio intensa e metodica di chi lo ha preceduto, volta a cogliere nuove sfumature da parafrasare sulle tele. Una lenta assimilazione dei grandi maestri della pittura e della loro produzione e degli autori più importanti della letteratura e della filosofia. Osservazione e lettura, È così che ha visto la luce "Il Viaggiatore Immobile", l'ultimo ciclo di Palumbo, nel quale la Metafisica e il Surrealismo si mescolano ancora una volta.
In questa serie, ancora più evidente è l'omaggio alla ricerca ideale che Morandi esprimeva attraverso i suoi paesaggi e le sue nature morte. Palumbo torna ai suoi primi studi, riprende e approfondisce l'essenza assoluta che aveva colto dal pittore bolognese, concentrandosi sulla resa della luce e delle sue sfumature. Raggi impietosi delineano e rendono chiare le semplici figure della realtà, le immobilizzano per permetterci di far volare il pensiero oltre il nostro semplice piano materiale. Ecco che allora viene da chiedersi cosa nascondano le isole solitarie di Palumbo, dove portino le sue navi sospese nel cielo, quale via indichino le stelle che brillano nei cieli notturni. A queste domande dobbiamo trovare noi una risposta. Siamo aiutati dai soggetti di dechirichiana memoria, ma declinati con la soggettività propria dell'artista, che anima con colori chiari e brillanti le sue tele. Palumbo coniuga le figure in una composizione tale da generare un'atmosfera vibrante nella sua sospensione, una "Stimmung", carica di dubbi e aspettative. La mostrapresso la galleria "Arte è Kaos" di Bologna è l'occasione per ammirare da vicino i due artisti, i tempi sono maturi per un confronto visivo, dopo quello scritto. Un dialogo voluto e cercato dagli inizi e senza il quale Palumbo non sarebbe lo stesso. Un'occasione per mettere una pietra miliare, per capire da dove si è partiti, dove si è arrivati e per provare a scorgere quanta strada ci sia ancora da fare.