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La città dell'anima - Il Disebocchio
Museo di Santa Giulia, Brescia
2012-10-05

Una mostra fuori dal comune a Brescia nella maestosa sede del Museo di Santa Giulia, sito dell' UNESCO: ce ne parla Alberto D’Atanasio Storico dell’Arte e docente di Storia dell’Arte e semiologia dei linguaggi non verbali e che dell’evento è curatore. La città in questo progetto non è pensata né concepita come grande centro abitato, spesso contrapposto a campagna, contado, ma piuttosto come luogo in cui l’uomo si riconosce, dove si perde per ritrovarsi o per disperdersi senza trovarsi mai più. In questo progetto la città non ha mura, ha invece antri luoghi non luoghi che sono costruiti dai ricordi e dalle vite vissute. La città in questa iniziativa non ha strade, né vie. Sono i sogni e le speranze mai sopite a tracciare vicoli, vie e strade. La città dell’Anima è un luogo che non c’è, ma che si può trovare tra i ricordi, tra i sentimenti, tra le speranze e le rabbie, tra i desideri e le grida mai urlate o quelle strillate senza che nessuno le sentisse. È per questo che il viaggio di riscoperta della Città della Anima comincia dallo scaRaboccHio cioè dai disegni che producono i bambini e che gli adulti cercano di riprodurre quando al telefono disegnano sul giornale o sulla rubrica telefonica. Così lo scarabocchio si arricchisce diviene linea di confine tra qualcosa di illeggibile e qualcosa che l’occhio riconosce. Per cui lo scarabocchio verrà concepito come entità definita e finita con la stessa dignità del disegno. Non cosa informe da nascondere coprire a o buttare ma come varco e graffito da leggere perché ci porti negli anti assoluti dell’anima. Per cui il termine ideale che si userà esclusivamente per questo progetto sarà: DiseboccHio. Ed è per questa premessa che la mostra ha la direzione generale di un Bresciano d.o.c. come Arturo Bettoni che è una "memoria storica della città"; disegni di giovani artisti che riproducono i luoghi storici della città di Brescia e di tre artisti come Luca Dall’Olio, Ciro Palumbo e Massimo Sansavini tre stili diversi di vedere rappresentazione e raffigurazione, tre filosofie estetiche straordinarie e complementari. Dall’Olio dipinge la città interpretata come se fosse guardata da fuori, quasi si giungesse da un viaggio e si cercasse riparo prima di ripartire, Palumbo è la città da dentro, come se si guardassero nuovi orizzonti da finestre, da interni più interiori che architettonici e poi la città dall’alto con le opere di Massimo Sansavini che trasforma le linee di confine e il disegno in strade in definizioni di luoghi in zone dove il colore diviene voce per chi vuole sentire un racconto, una favola che rinfranchi l’anima e renda il cuore pronto a ricominciare il Viaggio. Questa iniziativa non è solo condivisa dall'Amministrazione Comunale di Brescia guidata dal Sindaco Adriano Paroli e dall'Assessore alla Cultura avv. Andrea Arcai ma vede il coinvolgimento della Fondazione Brescia Musei, della Fondazione CAB, dell'Associazione Culturale "GuardaOltre", la rivista Dentro Casa, e di tante piccole realtà imprenditoriali che insieme cercano di dare "un'anima alla Città".
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